La scuola di specializzazione in psicoterapia San Giorgio si basa sul modello teorico del costruttivismo relazionale, integrando le conoscenze più validate scientificamente del panorama cognitivista italiano e internazionale e con un rilevante apporto del cognitivismo evoluzionista. Allo studente vengono presentati i più significativi modelli teorici e metodologici in modo da indurlo progressivamente alla conoscenza delle più riconosciute modalità terapeutiche, grazie anche alla loro diretta sperimentazione in classe. La conoscenza teorica si accompagna costantemente al saper fare clinico, vissuto nei ruoli complementari di paziente e terapeuta.
La modalità di insegnamento della scuola privilegia il “come” fare rispetto al “cosa” fare. Ciascun allievo è spinto a esplorare le proprie possibilità di agire clinico, sviluppando un personale modo di essere psicoterapeuta senza mai ridursi a banale riproduttore di schemi appresi in classe e sui libri.
All’interno della cornice fornita dalla conoscenza delle basi teoriche del costruttivismo relazionale, nel corso dei 4 anni, gli allievi saranno in grado di riconoscere alcuni dei loro basilari modi di funzionare in termini corporei, emotivi e cognitivi; individueranno, inoltre, i loro fondamentali schemi relazionali e impareranno come costruire e gestire la relazione con il paziente quale corpo e cornice del processo psicoterapeutico. Ricordiamo come i padri del cognitivismo italiano, Vittorio Guidano e Gianni Liotti abbiano costruito due modelli della mente inscindibili dal corpo.
L’insegnamento avviene attraverso continue messe in gioco degli allievi, sia in gruppo sia in situazione diadica. Il lavoro in classe diventa così una continua sperimentazione di se stessi, finalizzata alla consapevolezza personale e relazionale. Gli argomenti trattati sono una costante occasione di comprendere il proprio modo di funzionare, confrontandolo con la diversità offerta dalla relazione. Tale obiettivo viene raggiunto attraverso attività in gruppo fondate sulla consapevolezza corporea: attraverso il corpo e nel corpo lo studente può esplorare in vivo il proprio funzionamento, il proprio modo di muoversi nel mondo e le proprie modalità di interagire con gli altri.
